Le novità per l'anno scolastico 2009/10
Latino? L'antidoto all'irrazionalismo crescente (di Manfredo Anzini)
Si può morire, ed in effetti si muore, se l'antidoto non viene assunto in tempo. E' quello che sta succedendo alla nostra società in cui ormai il tasso di irrazionalità, cioè quel misto di superficialità, di caparbio rifiuto del buon senso, di avventatezza incontrollata e di irresponsabilità intenzionale, sta superando il livello di guardia ....
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I numeri del nostro periodico "La Voce del CNADSI", il cui elenco, relativo a quelli usciti dal 2004, è qui a fianco, sono vere miniere di notizie, informazioni, discussioni, proposte, recensioni riguardanti il mondo della scuola. Su di essi, infatti, si esprime in gran parte la riflessione dell'Associazione. Particolarmente importanti sono poi i numeri dedicati ai Convegni annuali in cui il pensiero degli associati si esprime anche attraverso mozioni di notevole spessore. Per rendertene conto, ti basta cliccare sul numero che desideri consultare.
Per i numeri che mancano nel sito, relativamente al 2009, basta richiederli a: prof.ssa Rita Calderini, Viale Giustiniano, 1, 20129 MILANO. Telefono 02/29405187
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Mozione conclusiva del Convegno Nazionale del 10 ottobre 2008
I soci del CNADSI, riuniti in Brescia
esprimono il loro apprezzamento per le dichiarazioni pubbliche e istituzionali del Ministro Gelmini in cui, preso atto della grave situazione del nostro sistema di istruzione, afferma la necessità di voltar pagina e di voler lavorare intensamente alla ricostruzione della sua serietà e credibilità educativa e formativa, alla luce del rispetto delle persone e di una sana meritocrazia,
plaudono ai primi provvedimenti volti a dare tali segnali di cambiamento e di rinnovamento qualitativo nel campo della scuola, in particolare:
al ritorno del maestro unico nella scuola elementare con grande beneficio didattico e psicologico per i piccoli alunni bisognosi nello loro tenera età di punti di riferimento sicuri ed affidabili, e per gli insegnanti cui viene restituita la consapevolezza e la responsabilità completa dell'educazione e dell'insegnamento dei bambini.
al ripristino della valutazione in decimi , assai più efficace e precisa dei giudizi spesso fumosi, generici, e ambigui, per fornire il quadro onesto della situazione di studio, impegno e apprendimento dei singoli alunni.
alla reintroduzione del voto di condotta come elemento qualificante del giudizio di maturazione e crescita comportamentale dell'alunno nel suo rapporto responsabile con sé stesso, con i compagni, con la scuola e con la società.
Esortano caldamente il Ministro a non deflettere dalla sua determinazione di cambiare la scuola in meglio, secondo i criteri enunciati, e a non temere di apparire una persona che guarda anche al passato. A parte la strumentalità delle proteste e delle accuse da parte di quel mondo politico e sindacale, il meno qualificato a parlare di scuola moderna perché con le sue dissennate iniziative legislative e sindacali ha fatto retrocedere l'Italia in tutte le classifiche culturali internazionali, riducendola nello stato in cui si trova, il Ministro sia consapevole che la sua azione è già futuro, l'unico possibile futuro, se l'Italia vuole tornare ad essere fucina di cultura e di iniziativa scientifica e riprendere la dignitosa collocazione che aveva sempre avuto nel consesso delle nazioni. Sappia che scioperi e cortei passano, il bene invece resta.
Offrono ancora una volta la loro collaborazione disinteressata al Ministro e alle Istituzioni, al fine di raccogliere il meglio dell'esperienza docente e dirigente sul campo e metterla a disposizione di chi deve predisporre i provvedimenti e le riforme idonee a migliorare l'efficacia educativa e formativa della scuola, la sua serietà e la sua qualità.
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Mozioni conclusive del Convegno Nazionale (66°) di Milano - 23 ottobre 2009.
A conclusione dei lavori, i soci del CNADSI hanno approvato due mozioni (clicca per leggerle)
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La solita tattica.
Ci scrive il prof. Damiani: "Oggi (ore 7.30) ho appeso il comunicato stampa sul convegno nazionale del CNADSI alla bacheca del liceo di Camposampiero, già ripiena di comunicati e annunci di scioperi e manifestazioni contro la Gelmini. Alle ore 12.45 il comunicato era sparito. Non mi sono arreso e, fatte tre copie della mozione approvata all'unanimità, ne ho appesa una allo stesso posto, stavolta premendo al massimo le puntine (in modo che la mano sovietica debba almeno rovinarsi le unghie per toglierlo), e un'altra l'ho appiccicata con il nastro adesivo alla tavola. Sono uscito mentre una collega la leggeva con gli occhi sgranati". Franco Damiani
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Meglio tardi che mai
L' articolo di Giovanni Sartori sul "Corriere della Sera" del 10 nov. u.s., intitolato "Le malattie della scuola", a parte alcuni giudizi positivi, da parte dell'articolista, su Ministri della P.I. del passato, come Gui e Malfatti, giudizi non condivisibili, in quanto i Ministri citati sono stati, a mio parere, soprattutto il secondo, tra i principali responsabili della caduta verticale dell'efficacia e serietà del nostro sistema scolastico, presenta delle riflessioni interessanti perché culturalmente fondate, ancorché inattese in un uomo che non si è certo distinto per opposizione alla politica di sinistra, da cui è venuto il tracollo scolastico. Le sue riflessioni noi le abbiamo già fatte da parecchi anni a questa parte, come ben sanno quelli che ci conoscono e ci hanno seguito, ma fa piacere sentirle da altra fonte. Perciò, è con immensa soddisfazione che ne pubblichiamo alcuni stralci:
All'origine di tutti i mali del nostro sistema educativo c'è la scoperta che la scuola coinvolge un enorme serbatoio di voti . [...] La caccia al voto o, viceversa, il terrore del voto (sono) diventati la preoccupazione dominante dei gestori del sistema educativo.[...] Dal '68 a oggi impera la demagogia scolastica della quale sono finalmente venuti al pettine i nodi. Ciò premesso, i fattori distorsivi specifici del cattivo riformismo della scuola sono tre. Il primo è stato appunto, il "sessantottismo" che è stato esiziale perché ha predicato l'ignoranza del passato, così recidendo quella trasmissione del sapere che dovrebbe essere la prima missione dell'educatore; ed esiziale perché, cavalcando la tigre dell'antielitismo, ha distrutto il principio del merito producendo la "società del demerito" che premia i peggiori e gli incapaci a danno dei competenti e dei migliori. Il secondo fattore distorsivo è stato il progressivismo pedagogico (largamente di ispirazione psicoanalitica) che ha infestato tutta la disciplimna, ma che ha avuto il suo più dannoso rappresentante nel celebre dott. Benjamin Spook, il guru che ha convertito al permissivismo tutte le madri dell'occidente con la dottrina che il bambino non doveva essere frustrato da punizioni. E' vero che poi Spoock ha rinnegato da ultimo la sua dottrina, ma era troppo tardi. In passato i genitori erano dalla parte dei maestri; ora li assaltano nel chiedere la promozione ad ogni costo dei loro poveri figli. [...] Il terzo fattore (è)...la teoria della società, come "società di servizi" [...] che si trasforma facilmente in una società parassitaria di "piena occupazione" fasulla. ...Un'idea della società dei servizi nella quale nessuno si sporca le mani e che alimenta la insensata corsa universale al "pezzo di carta" del titolo universitario. Se ogni tanto ci fermassimo a pensare ci dovremmo chiedere: ma perché tutti devono andare all'Università? C'è chi proprio non è tagliato per studi superiori (che, di fatto, si sono "abbassati" per accoglierlo)... [M.A

RITAGLI DI STAMPA
(Da "Libero" 15 novembre 2008) Ggil maestra a fare soldi. Scrive i libri di scuola e il prof. ce li fa comprare. (di G.Sangiuliano)
(Da "Libero" 18 novembre 2008) Il ritorno al maestro unico... (di Francesco Perfetti)
Gelmini: "distruttiva" o "costruttiva" ? (Sul "Secolo XIX" un intervento del nostro socio prof. Andrea Del Ponte )
"Il giudizio apocalittico ("La riforma Gelmini distruttiva per il paese") espresso da Paola Repetto (CGIL) sul "Secolo" di domenica, va a mio parere completamente ribaltato. ......
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Un evento desiderato e, si spera, utile alla scuola italiana
(fase n.1)
E' cominciata così. Una lettera alla giovanissima Ministro della P.I., Università e Ricerca
Al Ministro della P.I. e Università
Gent.ma sig.ra Avv. Maria Stella Gelmini
Piazzale Kennedy, 20, 00144 R O M A
innanzitutto felicitazioni sincere per la Sua recente nomina al Dicastero della Pubblica Istruzione e dell'Università, forse il più delicato e difficile, ma di sicuro tra i più importanti per la rinascita del Paese....
(fase n.2)
Successivamente, un incontro "informale" a Milano.
In un primo momento si doveva essere in "delegazione" (Anzini, Franciosi, Manzoni). Poi la dr.ssa Gelmini ha preferito parlare col solo presidente. E' stata gentile, semplice, determinata e soprattutto concreta.
Il documento che segue (preparato prima e ne conserva la forma) le è stato consegnato al termine dell'incontro. Esso rappresenta la sintesi delle cose che si intendevano dire e che, almeno in parte, sono state accennate. Eccolo di seguito
La stima che abbiamo di Lei e della sua intelligenza ci permette di farle discorsi franchi, consoni cioè alla nostra dignità di persone che alla scuola e ai suoi problemi hanno dedicato buona parte della loro vita ....
(fase n.3)
E' stato un incontro fruttuoso. La dr.ssa Gelmini, con sincera lealtà ha fatto capire che il modo migliore di aiutarla non è quello di prospettarle i problemi e la loro gravità, bensì quello di studiare e suggerire i rimedi possibili. Ed in questo senso ha ringraziato cordialmente per la nostra disponibilità . Da parte mia ho chiesto solo che, quali che fossero le difficoltà nell'attuazione futura delle proposte ritenute utili, ci garantisse la sua determinazione a non spostare mai il timone dalla direzione fissata, vale a dire dallo scopo finale della nostra collaborazione: la riqualificazione del sistema scolastico italiano sul piano della serietà e della responsabilità . Assicurazione ricevuta.
A tutt'oggi sono partiti già quattro pacchetti di "suggerimenti" concreti, relativi a diversi problemi che travagliano la nostra scuola. Il desiderio sarebbe stato di pubblicarli subito sul sito. Tuttavia, per semplici doveri di correttezza e di riserbo abbiamo preferito non farlo, almeno fino a che la nostra illustre interlocutrice non lo ritenga opportuno.

(Documenti sempre validi)
Mozione conclusiva del Convegno Nazionale del 12 ott. 2007
Milano, 12 ottobre 2007. Aula Magna del Liceo Scientifico "Vittorio Veneto"
I soci del CNADSI, riuniti in Convegno a Milano nell'Aula Magna del Liceo Scientifico “Vittorio Veneto”
1) Ritenuto che la scuola, pur oggi inefficace per contingenze storico-culturali, resti comunque sempre un'istituzione essenziale per l'educazione e la formazione dei cittadini;
2) Convinti che sia sempre possibile a tutti i dirigenti e docenti, nonostante le circostanze avverse, raggiungere le finalità educative e formative proprie dell'istituzione, quando subentrino, almeno a livello personale, preparazione, impegno e responsabilità, e vi sia ovviamente rispondenza da parte degli alunni,
3) Invitano tutti i membri dell'Associazione ancora in servizio ad operare all'interno delle attuali strutture e normative, per quanto inadeguate, con il massimo grado di efficienza personale e di collaborazione con i colleghi;
4) Fanno appello al mondo politico, a tutte le componenti civili e sociali interessate ed a quanti abbiano a cuore le sorti del Paese e delle nuove generazioni, affinché si giunga ad un patto nazionale in cui, messe da parte le rivalità politiche e poste al centro la situazione culturale disastrata della Nazione e le indilazionabili esigenze d i qualità e serietà degli studi, si stabiliscano tutte le modifiche necessarie a raggiungere le finalità del patto stesso, cominciando dalle regole generali di responsabilità e di disciplina da osservarsi da parte di tutti, e continuando con l'impianto dei vari gradi di istruzione, con le discipline di studio, i programmi, le verifiche e quant'altro, il tutto con spirito super partes, finalizzato esclusivamente alla cre scita delle singole persone e della società nel suo insieme.
Patrimonio perduto (riflessioni di M.A.)
"Serve ancora la scuola?" (Manfredo Anzini)
"Verso la barbarie" (Matteo D'Amico)
"La riforma dei corsi di Laurea" (Paolo Stefano Marcato)

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Se
l'Italia vuole ritrovare la propria identità
e risalire la china che oggi la vede culturalmente
indietro a Paesi quasi senza storia, deve
ricorrere necessariamente ad una dose
massiccia di cultura classica nelle sue
scuole. Non esiste modo migliore per guarire
la mente dal caos, educare il pensiero
alla razionalità, aprirsi al futuro
senza incertezze.
Voglia di Latino di Manfredo Anzini
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Lettere e considerazioni politicamente scorrette
Professori sessantottini
"Sono un insegnante di Latino e Greco [...] Desideravo esporre alcune mie considerazioni....Innanzitutto una premessa sconsolante ma ineludibile: la stragrande maggioranza degli insegnanti è ancora sessantottina..... ( Andrea Teli Liceo Classico Statale"Paolo Sarpi. Bergamo)
Vietato Discriminare
Leggo del "primo codice etico per insegnanti"....
prof. Franco Damiani. Liceo Scientifico "Newton" Camposampiero (PD) Tabelline
Ero una giovane insegnante alle prime armi ...
Emanuela Moretto - Lonigo (Vi)
La scuola è come una pianta
Il "sistema scuola" è sotto accusa per il dilagare dell'ignoranza degli alunni ....
prof. Andrea dal Ponte (Genova)
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Una lettera (all'on. Cicchitto) senza risposta
Verona 25/03/2007
Egregio on. Cicchitto , Le scrivo nella veste di Presidente del CNADSI (Comitato Nazionale Difesa a Italiana)...
(Manfredo Anzini)
Una risposta agli studenti del mio Liceo
Rispondo, per quanto mi compete...
prof. Franco Damiani (Villafranca Padovana)
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Leggo sul "Mattino di Padova" del 18 settembre (2008) una lettera della maestra elementare Francesca Contarello che, dopo aver informato che quest'estate ha letto 21 libri, di cui 9 di argomento scolastico, si chiede ...
prof. Franco Damiani
Una rivoluzione copernicana
...... La prospettiva più seducente (anche se poco realistica) rimane, per me, quella di un'abolizione "tout-court"dei decreti delegati. Per incominciare sarebbe già comunque importante che in ogni scuola ci fosse un numero sufficiente di insegnanti consapevoli che due sono gli obiettivi strategici da perseguire:
1) Difendere ciò che resta della libertà d'insegnamento ( battaglia contro griglie, prove
parallele, obbligo di tenere corsi di recupero, ecc )
2) Limitare l'invadenza delle attività parascolastiche ( accoglienza, gite, progetti vari, assemblee, riunioni con psicologi,vigili, alimentaristi e via delirando)....
Andrea Teli |
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Vuoi conoscere pareri qualificati su:
- Le ragioni dello sfascio della scuola italiana
- i possibili rimedi ai tanti problemi del nostro disastrato sistema di istruzione
- gli ESAMI DI STATO (Maturità)
- la riforma universitaria del 3+2
- la proposta di reintroduzione degli esami di riparazione ?
consulta i numeri de LA VOCE DEL CNADSI (in alto a destra)
vi troverai anche, tra l'altro:
- documenti sulle riforme Berlinguer e Moratti
- considerazioni sulle varie responsabilità nella politica scolastrica
- notizie e proposte importanti per affrontare i problemi dell'Università
- LETTERE e RECENSIONI

Politica e scuola di M.Anzini
La prima osservazione problematica nasce proprio dall'ambiguità implicita nel concetto stesso di politica. Questa, infatti, solo se intesa nella sua nobile accezione di guida ideale di un Paese, come ricerca e studio dei mezzi per consentire ad una Comunità umana di crescere e svilupparsi armonicamente alla luce di una visione condivisa della vita e del destino di un popolo, comprensivi della sua tradizione storica e dei suoi ideali culturali e umani, può, a buon diritto, intervenire sul mondo dello scuola, dettarne gli indirizzi, fornire i mezzi tecnici, affinché ciascun cittadino venga educato a vivere liberamente la propria vicenda umana ed a svolgere all'interno della comunità ed a beneficio di tutti il ruolo che le proprie capacità ed il proprio impegno gli consentono. Purtroppo, tale immagine della politica è solo un sogno ideale, un punto di riferimento nobile e valido quanto lo sono i concetti di lealtà, onestà e giustizia che dovrebbero guidare le azioni degli uomini, ma che in realtà sono destinati, così come il concetto ideale di politica, a restare valori teorici, prezioso patrimonio etico della nostra mente, tutt'al più utili a misurare di quanto la politica reale – come l'onestà, l'equità, la lealtà proclamata nei rapporti tra le persone - si discostino drammaticamente ogni giorno dai propri ideali......
Scuola. Se l'Italia piange, la Francia non ride
.......le imprese si lamentano del fatto che i diplomati dello IUTG, assunti da loro, non sanno scrivere correttamente. “Un quarto degli allievi ha problemi nell'uso della lingua ”, conferma Pierre Aliphat, presidente della Commissione della Formazione, l'organo che riunisce le principali Università francesi . “ Stiamo pagando per quindici o venti anni di sviamento (dalla tradizione) nella maniera di insegnare l'ortografia e la grammatica nella scuola primaria e nel corso secondario ” asserisce lo studioso. Il progredire, in Francia, di questa forma di analfabetismo funzionale è divenuto tanto grave che perfino un vecchio militante dell'estrema sinistra, Jean-Paul Brighelli, professore di Lettere a Montpellier, ha scritto un libro, del quale si sono vendute più di 130 mila copie; “ La fabbricazione del cretino – La morte programmata della scuola.”
(Per la situazione in Francia, vedi La Voce del CNADSI maggio.giugno 2007. Articolo di José Antonio Ureta, trad. di G.Moruzzi)
“BULLISMO” e altro
Gli episodi di “bullismo”, violenza, oscenità e altro che avvengono nelle scuole, pur frequenti, sono ancora isolati, ma tutto fa pensare che non sia lontano lo sfondamento del muro oltre il quale il fenomeno diventerà di massa… di Filippo Franciosi
BUONISMO E COSCIENZA CIVILE
(riflessioni sul governo della scuola da parte del Ministro Fioroni) [M.A.]


Dalla mozione conclusiva del Convegno Nazionale di Milano del CNADSI, ottobre 2006
"E' indispensabile: Eliminare il valore legale dei titoli di studio, conservandone tuttavia l’esistenza come semplici certificazioni della frequenza scolastica, del percorso di studi seguito, delle discipline studiate con relativi giudizi intermedi e finali;
- Stabilire che ogni passaggio di grado scolastico (Elementare, Medio, superiore, universitario) o di ordine di studi (Umanistico, Scientifico, Tecnico, Artistico) avvenga sempre mediante prove articolate e adeguate di ammissione, gestite da personale estraneo a quello del corso di provenienza del candidato. (per la mozione integrale e per le motivazioni di essa vedi: Mozione ott. 2006

L'equivoco del giornale in classe M.Anzini
La valutazione scolastica
Che cosa resta oggi della funzione valutativa del docente? M.Anzini)
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Ciò che è mancato nella riforma Moratti: la serietà

L'importanza dell'Italiano e dell'Analisi Logica nella scuola di oggi di M.Anzini
"Il bullismo è arrivato anche in Italia" di Rita Calderini
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... in Italia, a differenza
di tutte le altre nazioni civili e democratiche,
i poteri istituzionali fondamentali non sono
più i tre canonici di Montesquieu (legislativo,
esecutivo, giudiziario), ma quattro...
... Chi sono dunque costoro che trattano
con il Governo di cose che ci riguardano senza
che noi li abbiamo eletti e delegati a farlo?
Perché questi intrusi si intromettono
a modificare il rapporto fiduciario tra noi
e coloro che legiferano e governano su nostro
mandato e di tutta la nazione?(dalla Voce
del Cnadsi gennaio-febbraio 2004)

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L'angolo
dell'Università
( IN COLLABORAZIONE CON L'U .S. P. U. R.)
La strabiliante moltiplicazione dei corsi di laurea
Un collega di Napoli ha segnalato a Mario Pirani di Repubblica che nella sua Facoltà si discuterà un contratto d'insegnamento di ‘ Psicologia degli alimenti' ed in proposito ha osservato che in 46 anni d'insegnamento non gli era mai capitato di imbattersi in un' assurdità del genere. Posso solo dire, osserva Pirani, che si tratta di uno dei tanti esempi della strabiliante moltiplicazione delle tipologie di laurea (da 81 a 153) e dei corsi di laurea (passati da 2.500 a 5.400) avvenuta dopo la riforma dei cicli di studio (il 3+2). Commenta sull'ultimo numero del “Mulino” il prof. Alessandro Monti, autore del “Rapporto sull'istruzione universitaria in Italia ” (Angeli 2003): ‘In molti casi sono state le esigenze di impiego del personale docente e le aspirazioni di carriera a trainare la creazione dei corsi. ..Il raddoppio solo in apparenza ha diversificato l'offerta formativa e fronteggiato adeguatamente le esigenze evolutive del mercato del lavoro e delle professioni' .
A. Pirani , La Repubblica 30-10-2006
Resta al palo la mobilità sociale con il 3+2
La cosiddetta riforma del “3+ 2” ha fatto sì che molte più persone s'iscrivano all'università e molte più si laureino. Ma non si è riflessa in nessuna maggiore “democratizzazione” dell'uscita e la mobilità sociale non è aumentat a. Perché? Nelle facoltà sono aumentati del 9°/o gli iscritti i cui genitori non hanno una laurea, tuttavia non è cresciuto il numero di laureati che proviene da tali famiglie. Sale infatti il tasso di abbandono. Semplicemente perché molti degli studenti di famiglie di origine sociale più bassa non finiscono gli studi o li finiscono in un numero elevato di anni. Se ne può avere conferma guardando di nuovo le indagini Istat sui diplomati e calcolando il tasso di abbandono per origine familiare. Era nel 1998 del 10,5% per i figli di famiglie senza laurea, contro il 3,5% dei figli di famiglie con laurea. E diventato nel 2001 del 12,3%, contro il 5,4%. Il differenziale nei tassi di abbandono fra studenti con genitori poco istruiti e quelli con laurea non si è ridotto dopo la riforma.
M. Bratti e M. Leonardì , (www. lavoceinfo 30-10-200 6)
Il Times Higher Education Supplement (Thes) classifica oltre 3700 università del mondo .
(una classifica che ci vede tra gli ultimi)
Nel World university rankings 2006, la classifica annuale redatta dal Times Higher Education Supplement (Thes), autorevole periodico dedicato al mondo accademico, oltre 3.700 atenei sono stati passati in rassegna per stabilire quali hanno ottenuto i risultati più significativi per insegnamento, pubblicazioni, riconoscimenti internazionali e studi. Al 1° posto si è piazzata ancora una volta Harvard. Ma la sua supremazia sembra ora minacciata dalla prepotente avanzata di due istituti britannici, Cambridge e Oxford, capaci non solo di scavalcare il Massachusetts Institute of Technology (2° nel 2005), ma addirittura di accorciare il distacco dalla regina delle università. Una crescita comunque ancora lontanissima dagli atenei USA, che mantengono i primi 15 posti della classifica (11 università), con 33 istituti tra i migliori 100. Ma se Yale avanza, passando dal 7° al 4° posto - appaiando il Mit - in ribasso risultano Stanford (da 5° a 6°). Berkeley (da 6° a 8°) e Princeton (da 9° a 10°). L'Europa si difende bene con il Regno Unito (il 2° e il 3° posto vanno a Cambridge e Oxford) e la Francia. Le università inglesi hanno professori eccellenti, studenti che arrivano da tutte le parti del mondo e inoltre i fondi del governo vanno quasi tutti a poche Università, le migliori. La prima università della Francia - Ecole Normale Supérieure di Parigi - è salita al l8°posto (dal 24° nel 2005 ) perché ha un eccellente rapporto studenti/professori che
pubblicano benissimo[....] L'unico ateneo italiano è La Sapienza al 197° posto, indietro di 72 posti rispetto all'anno scorso....
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Fantasia all'Università
In Gran Bretagna sono stati creati corsi di “psicologia equina ”, di “arti marziali e turismo avventuroso” , di “ acquisti di capi di moda ”. Almeno i cavalli depressi cominciano a vedere una luce alla fine del tunnel. ( Da “Panorama” 6/9/2007 p.82)
Ma, quanto a fantasia, l'Italia batte tutti . All'Università di Firenze si insegna “Operazioni di pace. Gestione e mediazione dei conflitti ”. A Pavia “Scienze del fiore e del verde ”. A Pisa “Tecniche dell'allevamento del cane di razza ed educazione cinofila ”. A Teramo “ Tutela e benessere animale ”. A Camerino “ Scienze e tecnologie del fitness ”. A Torino “ Scienze e turismo alpino”. [...]
(vedi anche La Voce del CNADSI maggio-giugno 2007)

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Il problema dell'Università. Un libro da leggere:
Roberto Fondi "Università riformata o demolita?" Autointervista-bomba dell'autore: "autonomia? Ma vogliamo scherzare?"
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Alleanze interessate: studenti e pacifisti
URGE UN NUOVO STATO GIURIDICO per gli insegnanti
Il tempo è maturo per un nuovo stato giuridico dei docenti che riscatti, anche economicamente la loro dignità professionale e soprattutto li faccia uscire dalla minorità cui li ha costretti un pansindacalismo arrogante e demagogico, utilissimo partner della sinistra negli ultimi quarant'anni. Purché non si dimentichi che la scuola esiste per gli studenti. Quindi tutto in essa, anche l' autonomia, la libertà d'insegnamento, la "creatività" docente, non ha senso se non è finalizzato a loro. M.A.
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Luca Doninelli: Ridate al prof. la professione che merita |